Giambattista Andreini

Introduzione

Figlio della celebre attrice Isabella Andreini (nata Canali; Padova 1562 – Lione 1604) e di Francesco Andreini (Pistoia 1548 - Mantova 1624), entrambi comici Gelosi, Giovan Battista Andreini (Firenze 1576 - Reggio Emilia 1654) è considerato uno dei più importanti uomini di teatro del Seicento. Dopo gli studi universitari conseguiti a Bologna, Giovan Battista assunse il ruolo di innamorato (con il nome di Lelio) nella compagnia dei genitori, per poi fondare, nei primi anni del Seicento, una sua compagnia, detta dei Fedeli, con la quale si mise al servizio della corte mantovana dei Gonzaga e che divenne una delle compagini teatrali più celebri e richieste d’Italia, anche grazie alla bravura e alla fama di Virginia Ramponi (in scena Florinda) che Giovan Battista aveva sposato nel 1601. Attivi durante le stagioni teatrali in numerose corti e città della penisola (Milano, Mantova, Genova, Torino, Venezia, Bologna, Firenze), i Fedeli intrapresero anche a diversi tour europei, più volte presso corte parigina, una volta a Praga, nel 1627, e una volta a Vienna, nel 1628, anno in cui morì la Ramponi e in cui Andreini sposò Virginia Rotari (in arte Lidia), anch’ella comica Fedele di grande bravura e fama.
Attore e drammaturgo di notevole cultura, nelle sue opere teatrali Andreini forza a più riprese i limiti e le possibilità della scrittura scenica, sperimentando tanto sul piano formale quanto su quello stilistico. Sempre attento a recepire e rispondere ai cambiamenti di mode e gusti che accompagnarono la sua cinquantennale carriera, Giovan Battista dà alle stampe molte e varie composizioni. Infatti, oltre ai numerosi testi dreammaturgici (commedie, tragicommedie boscherecce, commedie musicali, tragedie), si contano poemetti in ottave, componimenti d’occasione, opere letterarie e teoriche in difesa della professione di comico – da lui idealmente elevato a «scenico professor» - testimoni di una produttività complessa e non comune, nella quale l’autore spesso infonde e ibrida elementi della propria autobiografia e altri più espressamente in linea con lo spirito dell’epoca.

Bibliografia

Bevilacqua, Enrico, Giambattista Andreini e la Compagnia dei Fedeli, in «Giornale Storico della Letteratura Italiana», 24, 1894, pp. 82-165.

Comici dell’Arte. Corrispondenze. G.B. Andreini, N. Barbieri, P.M. Cecchini, S. Fiorillo, T. Martinelli, F. Scala, a cura di C. Burattelli, D. Landolfi, A. Zinanni, 2 voll., Firenze, Le Lettere, 1993.

Fiaschini, Fabrizio, «L’incessabil agitazione». Giovan Battista Andreini tra professione teatrale, cultura letteraria e religione, Pisa, Giardini, 2007.

Ferrone, Siro, Attori mercanti corsari. La commedia dell’Arte in Europa tra Cinque e Seicento, Torino, Einaudi, 1993.

Il teatro di Giovan Battista Andreini. Nuovi studi e ricerche, a cura di A. Azzarone e S. Laiena, in «Nuova Rivista di Letteratura Italiana», XXV (2), 2022.

Rebaudengo, Maurizio, Giovan Battista Andreini tra poetica e drammaturgia, Torino, Rosenberg & Sellier, 1994.


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