La Venetiana (scheda)

Giambattista Andreini • 1619

Frontespizio di "La Venetiana" di Giambattista Andreini, Venezia, Alessandro Polo, 1619
Titolo completo
La Venetiana. Comedia de sier Cocalin de i Cocalini da Torzelo. Academico Vizilante dito el Dormioto.
Datazione
1619
Forma del testo
Prosa
Genere
Teatro
Lingua
Dialetto veneziano
Argomento
Commedia in cinque atti
Edizione a cura di
Giovanni Merisi

Introduzione

Terza commedia di Giovan Battista Andreini, La Venetiana esce a stampa in due edizioni (presso Alessandro Polo e presso Feliciano Raimondi) negli ultimi mesi del 1619. Dedicata rispettivamente al pittore romano Domenico Fetti e al nobiluomo Francesco Arrighi (membro del Gran Consiglio della Comunità di Riviera), la commedia è scritta interamente in un veneziano molto corretto e informato. Considerata l’origine toscana dell’autore e la rarità nel panorama teatrale dell’epoca di opere monodialettali, La Venetiana è quindi un prodotto notevole sotto vari punti di vista, a partire da quello linguistico.

Punto di congiunzione tra la commedia cittadina veneziana cinquecentesca e quella che sarà l’esperienza pregoldoniana e goldoniana, la Venetiana è immersa nel periodo carnevalesco e vede due giovani, Belina e Orseta, cercare di congiungersi con Zorzeto bulo veneziano e Zaneto zentilomo (inizialmente innamorato anch’egli di Belina). L’amore tra questi è ostacolato dai padri delle due ragazze, Stefanelo e Cocalin, i quali, con l’auto dei servi Pachiera e Momolo, cercano a loro volta di giacere con le rispettive figlie. I vari inganni e le sostituzioni di persona che percorrono tutta la vicenda sono macchinati dal personaggio che dà il titolo alla commedia, la massera Venetiana, personaggio che incarna metaforicamente lo spirito di Venezia e caratterizzato da una lingua molto vivace e sempre pronta all’allusione oscena. Oltre a giovani, vecchi e servi, sullo sfondo lagunare della commedia intervengono anche altri personaggi ‘cittadini’ che contribuiscono a renderne più vivido il realismo, come i gondolieri e Patachiela (Capitano grande) con i suoi sbirri.

Nella produzione comica di Andreini La Venetiana costituisce così una sorta di unicum, non solo sul piano linguistico ma anche nella forma, allontanandosi dallo sperimentalismo e dalla complessità che caratterizzano i lavori precedendi e successivi del drammaturgo, spesso contraddistinti da trame molto elaborate e complesse e da una commistione linguistica, dialettale e, in generale, fonica dal forte impatto scenico.

Bibliografia

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Chichiriccò, Emanuela, La Venetiana e La Ferinda: elementi marittimi e pastorali in due commedie veneziane di G.B. Andreini, in Tra boschi e marine. Verità della pastorale nel Rinascimento e nell’Età barocca, a cura di D. Perocco, Bologna, Archetipolibri, 2012, pp. 437-475.

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